III tempo

CULTURA
E COSTUME
DI UNA METROPOLI
IN MOVIMENTO

Milano nella seconda metà degli anni cinquanta vive una stagione di grande fermento culturale. Prima del Pirellone, la torre Velasca e la torre Galfa iniziano a caratterizzare una Milano verticale, capace di sperimentare e guardare al futuro, verso una nuova modernità.

Milano nella seconda metà degli anni cinquanta vive una stagione di grande fermento culturale: dopo la Seconda guerra mondiale, la città è pronta per attraversare la seconda metà del Secolo breve. Prima del Pirellone, la torre Velasca dello studio Bbpr e la torre Galfa progettata da Melchiorre Bega iniziano a caratterizzare una Milano verticale, capace di sperimentare e guardare al futuro, verso una nuova modernità. Servono spazi e quartieri per la nuova classe operaia che dal Sud si

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Veduta aerea dello stadio San Siro a Milano, 1958 foto Ever

Passeggeri alla fermata della linea rossa, la prima metropolitana di Milano, 1965

In Milano il grattacielo Pirelli, a parte la sua incontestabile bellezza, o forse proprio per questo, è un grande personaggio. Gli occhi, per me poi che abito a due passi da piazza della Repubblica, ci sono abituati. Ma ogni tanto, passando per le strade là intorno, e voltando per caso gli occhi in su, cosa che in città purtroppo si fa di raro, ecco quel coso, pinnacolo, guglia, torrissima, protendersi al di sopra dei cementi, dei vetri, delle vogliose architetture residenziali, con un grande, solenne, puro respiro

Dino Buzzati
“Piccole storie del grattacielo”, Rivista Pirelli nn. 9-10, 1970

Da "Capitani d'industria", 1963

su concessione di Fondazione Cineteca Italiana

Da "Capitani d'industria", 1963

su concessione di Fondazione Cineteca Italiana

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